mercoledì 18 febbraio 2009

In autobus

"Dio, alle Maldive no". La ragazza agita la mano in aria come a scacciare un insetto. All'anulare destro ha un vistoso anello con diamante.
"Cioè" dice "mettimi due settimane con le chiappe al vento e io impazzisco, capisci?". L'interlocutore sorride. Annuisce. Certo, certo. Come no.
"Guarda, il mio ideale è: tre giorni a New York, tre giorni a Miami, e poi Cancún".

martedì 17 febbraio 2009

Gipi su Internazionale n. 782

giovedì 9 ottobre 2008

Milano sicura?

Ecco cosa accade nella ridente Milano (la fonte è Repubblica):

Ammanettato davanti a una scuola

Gettato sull'asfalto e ammanettato dai vigili urbani davanti al figlio: è quanto accaduto a un senegalese nei pressi di una scuola
di Zita Dazzi e Massimo Pisa

«Il vigile mi ha detto di dare le chiavi dell'auto perché me l'avrebbero sequestrata. Io ho rifiutato: se volevano portarla via dovevano chiamare il carro attrezzi. La discussione ha preso toni sempre più accesi, fino a quando mi hanno detto di stendermi a terra, mi hanno ammanettato dietro la schiena, tenendomi un piede in mezzo alle spalle. Davanti a mio figlio e davanti a tutti i genitori della scuola. Per fortuna un genitore che conosco l'ha preso in consegna e portato a scuola».

È agitato, mentre racconta, Moussa Dita, senegalese, 43 anni, in Italia da sedici, operaio in una ditta di materie plastiche e sposato con una signora italiana. Stava accompagnando il figlio Diop Ismaele, 6 anni, alle elementari di via Mantegna. Un diverbio su un alt che non avrebbe rispettato, la discussione con due vigili motociclisti che si accende e si conclude con l'uomo steso a terra davanti a decine di genitori e bimbi, compreso il suo. Ne nasce una sollevazione contro i vigili degli altri genitori presenti e un caso politico.

È successo alle 8.20 davanti al complesso Mantegna-Mameli, una elementare e una media, ad angolo tra piazza Gerusalemme e via Monviso, che confinano col comando di zona 8 dei vigili. Solita ressa, solito traffico. Moussa, omone alto, uno che "si nota", aveva parcheggiato sul marciapiede. «Mentre attraversavo - prosegue il suo racconto - il vigile mi ha fatto segno con la mano di fermarmi. Io ho tardato qualche secondo, il vigile ha cominciato a minacciare di farmi la multa perché il bambino, secondo lui, era senza cintura, cosa non vera». Le chiavi dell'auto cadono in terra, la vigilessa le raccoglie, nuova discussione, l'uomo viene invitato a seguire i vigili al comando, ma risponde che prima avrebbe accompagnato il figlio. Pochi secondi dopo è steso a terra, ammanettato.

Finisce al comando, alcuni genitori lo seguono inveendo contro i ghisa, uno di loro rilascia una dichiarazione spontanea. L'uomo, denunciato a piede libero per resistenza, aggiunge: «Già la settimana scorsa la stessa pattuglia mi voleva multare mentre ero in bicicletta e il vigile mi aveva apostrofato, dicendo: qui siamo in Italia e fai come dico io, capisci l'italiano? Secondo me, mi hanno aspettato al varco». La protesta, fuori dalla scuola non si placa. G. P., uno dei genitori che ha assistito ai fatti, s'incarica di far girare una mail, poi ne affigge copie ai cancelli della Mantegna, col titolo "Milano sicura?": parla di scene da «set di film poliziesco americano», di azione «brutale», «sproporzionata e fuori luogo, inaccettabile».

Per tutto il pomeriggio piazza Beccaria tace. Filtrano solo versioni ufficiose, che parlano di reazione per difendere una collega. E una preghiera: non montiamo il caso, non è razzismo. Alla fine tocca al vicesindaco Riccardo De Corato diramare una nota ufficiale, in cui si parla di «necessarie misure di sicurezza, visto che il fermato ha reagito aggredendo gli agenti», due dei quali feriti con prognosi di 5 e 7 giorni. «Dispiace - aggiunge la nota - perché il fatto è capitato davanti a una scuola ma è infondata e offensiva la tesi di un presunto movente razzistico. Naturalmente il caso sarà approfondito con un'indagine interna». Aggiunge De Corato: «Aspetto una relazione scritta dal comandante. Se c'è stata reazione sproporzionata, se ne occuperà la commissione disciplinare».

venerdì 12 settembre 2008

Dizionario affettivo della lingua italiana


E' appena uscito in libreria il Dizionario affettivo della lingua italiana, un bel progetto di Matteo B. Bianchi (affiancato da Giorgio Vasta) per Fandango libri. Io ho partecipato con la parola "Memoria". 
E ora, il Dizionario continua a vivere e a crescere sul web: www.dizionarioaffettivo.it

venerdì 25 luglio 2008

Wordle

Avete già provato Wordle? Be', fateci un giro. Io l'ho scoperto grazie a Tina Spacey.

giovedì 24 luglio 2008

La musica è finita

Milano, corso Vittorio Emanuele. Sei appena uscito dall'ufficio e non hai voglia di tornare subito a casa, anche perché in questi giorni non c'è nessuno ad aspettarti. Si sta bene qui fuori (è una sera d'estate fresca come potrebbe essere in primavera) così ti regali due passi senza una meta precisa. Lungo il corso ti fermi ad ascoltare un gruppo di musici bizzarro: cinque ragazzini sui dodici anni, quattro maschi e una femmina, suonano un pezzo allegro (potrebbe essere Vivaldi, ma non sai dire, di musica classica non capisci granché). Quattro violini, una fisarmonica. In breve un po' di gente si ferma, ascolta divertita, lancia monetine nelle custodie degli strumenti appoggiate per terra. Un giovane in bici scatta una foto, due. Nessuno sembra fare caso al fatto che siano rom, perché è questo che sono: zingari (che non chiedono l'elemosina, che non sfilano i portafogli ai passanti - suonano, e stop). Sono bravi, non perfetti, ma bravi sì. Sono simpatici. All'improvviso però smettono, rinfoderano i violini. Si allontanano in direzioni diverse. Ti volti: alle tue spalle una pantera della polizia si era fermata a guardarli.

[Poi oggi sul giornale ho letto questo. E mi sono chiesto dove stia andando il nostro paese. Dove ci vogliano portare. Mi sono chiesto se dobbiamo restare fermi, o immaginare un'altra storia]

mercoledì 16 luglio 2008

Rom bastardo: indagine sul nuovo razzismo in Italia

Prima parte




Seconda parte




Terza parte

martedì 15 luglio 2008

Razzismi quotidiani

Ormai soffriamo di razzismo strisciante in forma di cronaca. Sentite questa: il quotidiano la Repubblica di ieri dà spazio alla notizia, drammatica, dell'affogamento di un bimbo di due anni in provincia di Lucca. Il piccolo stava nuotando nella piscina di un agriturismo insieme con il cuginetto. Nel suo resoconto, il giornalista si sente in dovere di puntualizzare che "i due bimbi erano nell'agriturismo insieme ai rispettivi genitori, di origine rom...". Era necessaria questa sottolineatura?

Basta voltare pagina per godersi un altro esempio di criptorazzismo quotidiano. Il titolo dell'articolo di taglio basso (relativo a un'ordinanza del sindaco di Verona sul fumo negli spazi all'aperto riservati ai bambini) avverte: "Si accende una sigaretta nel parco. Prima multa a Verona, è un romeno".

Ancora, su Repubblica di oggi, una breve sull'ordinanza antibivacco del sindaco di Roma viene intitolata così: "'Bivacco' a Roma, multati due indiani".

Bene, avanti così.

Diamogli una mano. Anzi, un dito